La mastoplastica additiva: un intervento non banale

La chirurgia per aumentare del seno è una procedura chirurgica abbastanza semplice che dà in genere ottimi risultati, in cui sia la paziente che la esegue rimane soddisfatta. Ogni giorno vengono eseguite tantissime mastoplastiche additive vengono eseguite con successo in tutto il mondo. 

Il dottor Igor Pellegatta è un chirurgo estetico esperto in mastoplastica additiva a Milano e con questo articolo ha voluto sensibilizzare le donne che intendono sottoporsi a questo intervento sulla natura e i rischi di un intervento chirurgico. Il rischio più grande è quello di cadere alla tentazione di rivolgersi a medici non specialisti che offrono prestazioni a prezzi relativamente modici in strutture non autorizzate (centri estetici, ambulatori, ecc.). Si tratta comunque di un intervento chirurgico, e come tale deve essere considerato. Le complicanze, seppur rare, possono accadere e possono essere fronteggiate nel migliore dei modi solo se ci si trova all’interno di strutture idonee. 

La complicanza della mastoplastica additiva più frequente è la cosiddetta contrattura capsulare (o “rigetto della protesi”) che consiste appunto nel rigetto dell’organismo della protesi che viene interpretato come un corpo estraneo. In questo caso si può formare una cicatrice (o “capsula”) intorno alla protesi che può provocare dolore e compromettere l’estetica dell’intervento.

Più raramente si possono verificare infezione, ipersensibilità o iposensibilità dell’areola o del capezzolo. Per ridurre i rischi di complicanze è comunque seguire alla lettera i consigli e le istruzioni del chirurgo sia nella fase di preparazione all’intervento che dopo lo stesso.

Le fumatrici dovrebbero astenersi dal fumo almeno nella fascia temporale più vicina all’intervento perché il fumo aumenta il rischio di complicazioni.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?

Troppo spesso, da chirurghi e pazienti, viene sottovalutata l’importanza della visita preoperatoria.

La mastoplastica additiva può essere considerato un “intervento su misura“, pertanto è quanto mai fondamentale predisporre un’accurata visita specialistica in cui il chirurgo dovrà valutare la forma e le dimensioni del seno, dell’areola e del capezzolo.

Il chirurgo dovrà spiegare anche le possibili modificazioni di forma e di volume che sarà possibile ottenere.

Soprattutto dovrà essere vagliato, come per qualsiasi altra operazione, il vostro stato di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale dell’intervento.

Al termine della visita, il paziente e il chirurgo di comune accordo dovranno scegliere il tipo di protesi da utilizzare e altri dettagli tecnici.

Le protesi più recenti utilizzate nella chirurgia del seno sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno generalmente di gel di silicone. A seconda della forma del seno che si vuole ottenere si può scegliere una protesi rotonda oppure una protesi testurizzata. Esternamente, le protesi mammarie possono essere a superficie liscia oppure a superficie rugosa (testurizzate). Le protesi liscie hanno un rivestimento più morbido e quindi meno percepibili al tatto. Le protesi testurizzate o a goccia rimangono invece un po’ più rigide ma sono utilizzate più frequentemente nei soggetti dove è ipotizzabile una probabilità di rigetto più alta. 

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