CONOSCERE LE CONNETTIVITI SISTEMICHE

Dicembre 2007

 

Dott. Giovanni Peronato peronato@libero.it

UOs di Reumatologia

Ospedale S.Bortolo

 VICENZA

LES

SCLERODERMIA

POLIMIOSITE/DERMATOMIOSITE

SINDROME DI SJØGREN

CONNETTIVITE MISTA

 

 

Cosa vuol dire connettiviti?

 

Con il termine di “connettiviti"  si comprende un gruppo di malattie,  chiamate in passato “malattie diffuse del collageno” o “collagenosi”.

Il termine collageno si riferisce ad una componente del connettivo ( quasi una colla che ingloba le cellule), tessuto presente in tutto il nostro organismo con funzione di nutrizione, connessione  e sostegno dei vari organi ( anche lo scheletro è formato da tessuto  connettivo). Negli anni '30 del secolo scorso si osservò che in alcune artriti indotte nell'animale le alterazioni più evidenti apparivano proprio nel tessuto di sostegno, da qui il termine collagenosi e poi, più correttamente, connettiviti, dove la finale 'ite' sta a significare infiammazione.

 

Perché 'sistemiche'?

 

L'aggettivo 'sistemiche' sta ad indicare che la malattia può interessare ogni parte del nostro corpo. Esistono al contrario malattie autoimmuni in cui gli AUTOanticorpi sono prodotti solo verso un organo ben definito, per esempio la tiroide: tiroiditi autoimmuni, oppure verso quella parte del pancreas che produce insulina, si ha allora il diabete giovanile o tipo I. In questi casi si parta di malattie AUTOimmuni organo-specifiche, perché il danno prodotto dall'autoimmunità riguarda un solo organo.

 

Quali sono le connettiviti sistemiche?

 

Le malattie classicamente considerate come “connettiviti sistemiche ” sono l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la polimiosite/dermatomiosite, la sclerodermia o sclerosi sistemica progressiva e la connettivite mista. Possiamo aggiungere anche la sindrome di Sjøgren che può far parte delle connettiviti in quanto è spesso ad esse associata.

L'artrite reumatoide è molto più comune delle altre 5 connettiviti (in Italia sono affette da artrite reumatoide 48 persone adulte (> 16 anni) ogni 1000 abitanti)  e presenta delle peculiarità (importante interessamento infiammatorio delle articolazioni con danno precoce e non reversibile se non curata) che la fanno oramai considerare separatamente: è stata e sarà ancora oggetto di trattazione specifica.

 

Perché le connettiviti sistemiche sono dette anche 'autoimmuni'?

Si parla anche di connettiviti autoimmuni  in quanto la caratteristica comune di queste malattie è la presenza di anticorpi contro vari componenti del nostro organismo: questi anticorpi vengono definiti infatti AUTOanticorpi. Le manifestazioni della malattia sono diverse a seconda dell'organo colpito. Il fatto assomiglia per certi versi a quello che durante un conflitto viene detto 'fuoco amico': per errore alcuni soldati sparano contro il proprio esercito.

 

Perché avviene il fenomeno dell' autoimmunità?

Il nostro sistema immunitario viene educato sin dallo sviluppo fetale a riconoscere il propri tessuti  ed a non produrre anticorpi contro di essi, ma soltanto contro  i microorganismi (virus, batteri…) che vengono dall'esterno e che possono danneggiarci.  Questi meccanismi di difesa si attivano anche quando un organo di un'altra persona viene trapiantato ( reazione di rigetto). Per ragioni che non conosciamo bene avviene ad un certo punto una perdita di tolleranza, ed inizia un vero e proprio fuoco amico: i tessuti vengono considerati come 'estranei', come non più facenti parte del nostro organismo e si scatena una specie di reazione di rigetto. Questo errore immunitario avviene più probabilmente in persone geneticamente predisposte, ma non basta, è certo il concorso di altri fattori, ormonali (soprattutto sessuali: nelle malattia autoimmuni le femmine sono molto più coinvolte dei maschi), fattori ambientali tra i quali anche l'inquinamento, alcune sostanze tossiche alimentari, alcuni farmaci.

 

Ritorniamo alle connettiviti , si tratta di un gruppo di malattie AUTOimmuni per così dire imparentate tra di loro, nel senso che presentano molte caratteristiche comuni, oltre a quella di vedere la presenza di AUTOanticorpi nel sangue circolante. Accanto ad alcuni elementi comuni ognuna di esse ha delle peculiarità che esamineremo una ad una. 

 

LUPUS ERITEMATOSO

 

e' un la madre di tutte le connettiviti autoimmuni. Il sistema che ci dovrebbe difendere è pressoché impazzito e produce AUTOanticorpi di ogni genere contro  quasi tutte le strutture del nostro organismo, in particolare contro il nucleo di tutte le cellule. Questi anticorpi anti-nucleo (sigla abbreviata: ANA) sono proprio la caratteristica principale del lupus, che deve il suo nome ad un fatto curioso: alcune lesioni che provoca alla pelle assomigliano alle cicatrici lasciate dalle zanne del lupo. Oggi fortunatamente non è frequente essere morsi dal lupo....ma il nome ha avuto fortuna ed è rimasto!

Sarebbe troppo complicato e lungo per una breve carrellata sulle connettiviti, occuparsi del LES in modo esteso, ci vorrebbero pagine e pagine, lo faremo certamente, speriamo, in una prossima occasione.

Voi sapete che la medicina interna è una specialità medica più complessa delle altre ( cardiologia, ginecologia etc…), quella che si occupa un di tutto; ebbene qualcuno ironicamente, ma non tanto, ha detto che la medicina interna è... una branca del lupus! Come a dire, anche se conosci tutta la medicina interna la tua paziente con il lupus riuscirà egualmente a stupirti presentandoti aspetti nuovo che non avevi considerato.

Ogni organo ed apparato può essere interessato da questa malattia, dalla pelle, al rene, ai polmoni, al cuore, alle articolazioni, al sistema nervoso….

 

Esistono vari tipi di lupus

a Lupus eritematoso cutaneo

viene definito anche come discoide, per alcuni aspetti delle lesioni della cute oppure abbreviato come LED. E’ una variante di lupus eritematoso che colpisce solo la pelle. In genere si distingue una variante subacuta’ in cui la pelle è arrossata e desquamata un come nella psoriasi, oppure appare a chiazzette ad anello con bordi arrossati desquamanti e centro più chiaro; si tratta di manifestazioni aggravate dalla esposizione alla luce solare, che va evitata, soprattutto nei mesi estivi. I raggi ultravioletti possono modificare le cellule della pelle stimolando la produzione di AUTOanticorpi. Vi è poi una variante ‘cronica’,  spesso localizzata al volto, con lesioni spesso a forma di disco, ricoperto di squame ( da qui il nome discoide). Le zone di pelle interessata possono poi esitare in cicatrici ( quelle che appunto ricordano il morso del lupo). Di regola i malati di LED non presentano evoluzione verso la forma diffusa (LES).

b Lupus e. da farmaci

perchè compare come reazione allergica all'assunzione di alcuni prodotti ma fortunatamente scompare quando la sostanza incriminata viene scoperta e sostituita con altro prodotto.

c Lupus e. neonatale

Una forma rara di lupus è quella che colpisce i neonati partoriti da donne con il lupus: si manifesta con alterazioni della pelle, in altri casi con danni al fegato, che in genere passano dopo alcuni mesi quando il neonato ha perso gli AUTOanticorpi ricevuti dal sangue della madre.Raro è anche un interessamento del cuore, che va scoperto  e curato ancora prima della nascita, per evitare un blocco del battito cardiaco.

d Lupus eritematoso sistemico (LES)

forma più nota, quella più aggressiva e temibile, la forma di lupus detta 'sistemica' quella che può colpire tutto l'organismo (LES).

 

Il LES è una malattia rara?

Il lupus è meno comune dell’artrite reumatoide e colpisce una persona su 5000 circa, 9 femmine per ogni maschio, in genere in giovane età, fra i 16 e i 45 anni. La malattia si può manifestare comunque anche in età avanzata.

 

Il LES é ereditario?

Non è una malattia ereditaria, può però presentarsi in più membri della stessa famiglia, ma il rischio che il figlio ( o un fratello o una sorella) di un paziente con  il lupus abbia la malattia è basso.

 

Perché si manifesta il LES?

Il Lupus è una malattia complessa di cui non si conoscono le cause. E’ probabile che non ci sia un’unica causa, bensì una combinazione di fattori. L’eredità ha un suo peso in quanto la malattia colpisce di più entrambi i gemelli monovulare di quelli biovulari. Esistono certamente influenze ormonali, data la grande prevalenza della malattia nel sesso femminile ed in età fertile. Probabilmente entrano poi in gioco altri fattori come l’esposizione alla luce solare, alcune infezioni virali, alcune sostanze chimiche, farmaci. Gli AUTOanticorpi che il sistema immunitario inizia a produrre danneggiano molto organi e formano, assieme agli antigeni contro cui sono diretti, dei complessi detti IMMUNOcomplessi, che a loro volta contribuiscono a danneggiare organi quali il rene e la pelle.

 

Come si manifesta il Lupus eritematoso sistemico(LES)?

L'esordio può essere subdolo, febbricola, malessere generale, facile affaticamento, dolori alle ossa ed alle articolazioni, calo di peso. In molti casi compare un arrossamento ( i medici parlano di rash) al volto sulle guance che per la sua forma viene detto 'a farfalla'. E’ una manifestazione tipica della sola forma ‘sistemica’ e che indica una fase acuta, di esordio o di riacutizzazione. Il rash può colpire anche il tronco e gli arti. La cute è arrossata ma ancora liscia e senza desquamazione.  Vi può essere interessamento del cuoio capelluto e perdita di capelli anche a chiazze ( termine medico – alopecia). Vi possono essere anche manifestazioni di tipo ‘subacuto’ o 'cronico’ come nel lupus solamente cutaneo.  Alle mani ed ai piedi può essere presente il fen. Di Raynaud ( vedi il capitolo dedicato alla SCLERODERMIA). In altri casi l’esordio avviene con una infiammazione della pleura, il sacco che avvolge I polmoni (pleurite) o del sacco che avvolge il cuore detti pericardio (pericardite). Possono intervenire anche sintomi neurologici, come attacchi epilettici o gravi alterazioni dell’umore fino alla psicosi. Una delle complicanze più temibili é l’infiammazione del rene (glomerulonefrite) che può portare a danni irreversibili con necessità di trattamento dialitico. Il paziente può non accorgersi della sofferenza dei suoi reni, perché non provoca dolore, ma si manifesta con gonfiore al volto ed alle gambe.  I liquidi infatti vengono trattenuti per l’incapacità del rene di espellerli con le urine.  Il Lupus è caratterizzato dall’alternarsi di periodi di acuzie e di benessere (remissione). Può manifestarsi con livelli di gravità molto diversi tra di loro per cui avere il LES non vuol dire necessariamente avere una malattia grave.

Oggi il LES viene curato molto meglio che in passato, I pazienti vivono a lungo e così si è scoperto che soffrono maggiormente di problemi circolatori quali l’arteriosclerosi, contro I quali è possibile fare molto più che in passato.

 

Come si fa a diagnosticare il LES?

La diagnosi di Lupus può essere difficile, ci vuole molta esperienza perché la malattia ha veramente molte facce. Bisogna ascoltare attentamente il racconto del paziente, visitarlo sapendo ricercare dei segni di malattia. Il test più utile per la diagnosi è la ricerca degli anticorpi anti nucleo (sigla :ANA) nel sangue. Possono essere presenti anche in situazioni diverse dal lupus e quindi sta al medico raccogliere tutti i pezzi e ricomporre il puzzle per venire a capo della diagnosi. Qualche volta è necessario fare dei prelievi (biopsia) di tessuto, soprattutto pelle e rene, per capire meglio se si tratta di LES.

 

Una donna con LES può avere figli?

Un discorso a parte meriterebbero i problemi inerenti alla gravidanza: la donna affetta da LES può andare tranquillamente incontro ad una gravidanza se la malattia è ben curata ed é in fase di stazionarietà ( termine medico: remissione). Esiste la possibilità che siano presenti particolari AUTOanticorpi diretti contro i fattori della coagulazione (fosfolipidi) che possono danneggiare la placenta e provocare l’interruzione della gravidanza stessa: oggi questo problema è ben noto e può essere affrontato e risolto con successo nella maggioranza dei casi.

 

Si possono avere AUTOanticorpi  anti nucleo senza avere la malattia?

Sì, è possibile avere la presenza di anticorpi anti nucleo (ANA) nel sangue, magari per brevi periodi di tempo, specie dopo malattie virali o per l’assunzione di alcuni farmaci, oppure in piccola quantità, specie negli anziani, senza che si manifesti il lupus.

 

SCLERODERMIA

Cos'è la sclerodermia?

La Sclerodermia è una malattia autoimmune che deve il suo nome al fatto che la pelle si indurisce ( in greco scleròs = duro, derma=pelle). E una malattia caratterizzata appunto da aumento di tessuto fibroso che indurisce non solo la pelle, in zone più o meno estese,  ma anche organi interni, come il polmone, l'esofago, il cuore, i reni.

E' una malattia rara?

La s. colpisce le femmine 4 volte più dei maschi ed esordisce fra i 25 ed i 50 anni. Si tratta di malattia 'rara' in quanto colpisce una persona adulta su 4000, circa.

 

Come inizia?

L'esordio può essere anticipato anche di molti anni da una fenomeno circolatorio abbastanza comune, detto fenomeno di Raynaud, dal medico francese che per primo lo ha descritto alla fine dell'800. Le estremità delle dita ( mani soprattutto, ma anche piedi, orecchie, punta del naso) diventano improvvisamente pallide, prive di circolazione sanguigna. Successivamente il sangue ritorna ad affluire, ma circola lentamente e le dita assumono un colore bluastro. Infine le dita ritornano del colore abituale rosso rosato e questo si associa a formicolio e lieve dolore. Per questi cambiamenti si parla anche delle tre fasi a bandiera francese ( bianco, fase iniziale, blu, fase intermedia e rosso, ritorno al colore originale).

 

Chi ha il fenomeno di Raynaud avrà anche la sclerodermia?

Il fenomeno di Raynaud è abbastanza comune, può interessare almeno una volta nella vita ad un adulto su 20 e nella grande maggioranza dei casi viene definito 'primitivo', vale a dire senza una causa ben definita, un come le guance che diventano rosse per l'emozione. Interviene soprattutto dopo l'esposizione al freddo, specie nelle donne in giovane età.

Solo più raramente il fen. di Raynaud si associa ad una connettivite (Sclerodermia soprattutto,  ma anche LES, Artrite reumatoide) e si chiama allora 'secondario'. Oltre il 95% dei pazienti  con  Sclerodermia presenta il fenomeno di Raynaud come primo sintomo di malattia.  Durante il fenomeno di R.  la pelle del paziente sclerodermico riceve poco sangue e questi brevi e ripetuti periodi 'asfissia' possono dare inizio alla reazione che produce tessuto fibroso e contribuisce a peggiorare la circolazione locale con un circolo vizioso che arriva in alcuni casi a danneggiare ed ulcerare la pelle fino alla perdita del polpastrello e anche dell'intera falange. Il paziente con sclerodermia deve proteggersi dal freddo ed evitare questi episodi di interruzione momentanea della circolazione alle estremità.

 

La Sclerodermia colpisce solo la pelle?

Esistono due principali varianti di Sclerodermia: quella Localizzata e quella  Diffusa o Sistemica.

Cosa si intende per sclerodermia localizzata?

Le forme localizzate, dette anche Morfea e Lineare, sono affezioni che colpiscono solo la pelle e non attaccano mai gli organi interni. La malattia si limita a produrre cicatrici più o meno ampie sulla pelle, che diviene di colore giallognolo-avorio. La forma lineare colpisce più di frequente in giovane età e può essere anche deturpante quando lascia uno sfregio simile ad un colpo di sciabola. Si tratta di una malattia in genere non grave.

Cosa si intende per sclerodermia diffusa o sistemica?

La forma sistemica della sclerodermia prende il nome di  sclerosi sistemica (attenzione a non confonderla con la Sclerosi Multipla, una malattia del sistema nervoso, completamente diversa) progressiva. Si tratta di una variante che colpisce anche gli organi interni e non soltanto la pelle e che è certamente più aggressiva. Ne esiste una  forma più comune e meno grave, che prende anche il nome di sclerosi sistemica 'limitata' . Qualche volta si sente parlare, riferendosi alla forma ‘limitata’ di sindrome CREST. Il termine CREST deriva dalle iniziali delle caratteristiche di questo tipo di sclerodermia : la Calcinosi (depositi di calcio), usualmente nelle dita, il fenomeno di Raynaud, la perdita del controllo dei muscoli dell'Esofago, che può causare difficoltà di deglutizione, la  Sclerodattilia, (dal greco scleròs =duro e dattilo = dita) una deformità dovuta all'indurirsi della pelle che diventa come un guanto di cemento che impedisce i movimenti,  le dita si assottigliano, la cute può ulcerarsi e lasciare uscire i depositi di calcio, ed infine le Teleangiectasie (dal greco telòs=alla fine, angios= vaso sanguigno, ectasìa=dilatazione), piccoli puntini  rosso-violaceo sulla pelle delle dita, della faccia o all'interno delle bocca dovuti a dilatazione di piccoli vasi sanguigni.

La maggior parte dei pazienti affetti dalla forma limitata di Sclerosi Sistemica può anche non peggiorare, o farlo con molta lentezza.  Nella forma 'diffusa' la sclerodermia è una malattia decisamente più seria, per il maggiore coinvolgimento di molti organi interni, oltre che della pelle.

Quali sono i settori di cute più colpiti?

All'inizio le dita ed il viso (soprattutto la punta delle dita ed i margini delle labbra). La pelle all'inizio si può presentare come 'gonfia' e solo in seguito si indurisce. Quando è più estesa vengono interessate le mani, gli avambracci ed i piedi. Nella forma diffusa vengono colpiti anche le braccia, le gambe ed il tronco: si tratta di una vera e propria corazza dura che avvolge interamente il paziente. Esistono poi rarissime forme di sclerodermia senza interessamento della pelle, ma solo degli organi interni, come ad esempio il polmone.

Perché viene la Sclerodermia?

 Al momento non sappiamo rispondere a questa domanda. Non è comunque una malattia che si trasmette per contatto tra persone e non è nemmeno ereditaria nel senso classico della parola. La malattia comporta una produzione maggiore di collagene, la sostanza che lega le cellule fa di loro, cosicché la pelle ed altri organi diventano più duri, rigidi, e funzionano male. La sclerodermia, come le altre connettiviti, è una malattia AUTOimmune e vengono prodotti AUTOantcorpi, alcuni dei quali ci aiutano a classificare  sottogruppi di malati con diversa gravità ( forma limitata e forma diffusa).

Come progredisce la sclerodermia?

Il fen. di R. può interessare organi interni, come il polmone che diventa rigido e rende difficoltosa l'ossigenazione del sangue; in altri casi il polmone vengono colpite le arterie del polmone con un aumento di pressione sanguigna che va sotto il nome di ipertensione polmonare, anche quì con difficoltà respiratorie.

L'apparato digerente può essere colpito prima di tutto nel suo tratto iniziale l'esofago, che diviene rigido, mentre si rilassa la valvola che impedisce al succo acido dello stomaco di risalire durante le contrazioni digestive, con il risultato di provocare lesioni alla mucosa di rivestimento , la cosiddetta esofagite da reflusso.Anche l’intestino può indurirsi e perdere il suo movimento caratteristico, provocando stitichezza o, all'opposto,  diarrea. Il rene può essere colpito scatenando improvvisi aumenti della pressione arteriosa che vanno sotto il nome di "crisi renale sclerodermica" che richiede il ricovero urgente in ospedale.

Non è ancora chiaro se un paziente affetto da slerosi sistemica in forma limitata, ad andamento più mite, rimanga per sempre così o non possa evolvere verso la forma più grave, quella diffusa.

 

A cosa serve la Capillaroscopia?

La capillaroscopia (capillari=la parte più sottile della circolazione, che porta ossigeno ai tessuti,   scopìa = visone) é l’osservazione con un microscopio dei capillari attorno alla base dell’unghia delle dita delle mani. In questa zona la pelle é molto sottile ed é possibile renderla trasparente come fosse vetro con l’aiuto di un particolare olio.  L’osservazione dei capillari permette di distinguere se il fenomeno di Raynaud é primitivo o se é associato alla sclerodermia. Permette anche di capire se si tratta di una forma di sclerodermia ad andamento lento o progressivo.

 

La sclerodermia può associarsi ad un'altra connettivite?

Sì, certamente, aspetti di malattia, come la pelle indurita, il f. di Raynaud, o altri, possono essere presenti in paziente con il  lupus, l'artrite reumatoide, la dermatomiosite o la s. di Sjøgren.

 

POLIMIOSITE/DERMATOMIOSITE

Cos'è la polimiosite/dermatomiosite ?

si tratta di due aspetti di una sola malattia che colpisce  i muscoli, nella variante dermatomiosite è colpita anche la pelle (dal greco derma=pelle, miòs=muscolo).

La polimiosite/dermatomiosite (PM/DM) viene classificata tra le connettiviti perchè colpisce un tessuto connettivo differenziato: il muscolo.

 

Si tratta di una malattia rara?

La PM/DM è una malattia molto rara,colpisce due volte di più le  femmine dei maschi, circa l'età di insorgenza diremo che la DM colpisce più di frequente i bambini, la PM di più l'adulto, se ne contano circa 4 casi ogni 100mila persone.

 

Come si instaura la malattia?

Le cause della PM/DM non sono completamente conosciute,come per altre connettiviti l'ipotesi più accreditata è  quella che prevede in un soggetto geneticamente predisposto l'intervento di un fattore esterno in grado di scatenare una reazione autoimmunitaria  con danno muscolare. Il fattore scatenante potrebbe essere un'infezione virale. Nel sangue dei pazienti affetti da questa malattia si riscontrano anche qui AUTOanticorpi diretti contro alcune parti del nucleo delle cellule, che ci aiutano nella diagnosi. 

 

Come si manifesta la malattia nel muscolo?

gli aspetti più importanti riguardano i muscoli nella PM ed anche la pelle nella DM. Ma vi sono anche manifestazioni di altri organi ed apparati ( si tratta, ricordiamolo ancora, di malattie 'sistemiche') articolazioni, intestino, polmoni, cuore e reni.

Il sintomo principale è la debolezza muscolare che interessa soprattutto i muscoli alla radice degli arti, spalle e cosce; i pazienti fanno fatica a compiere movimenti semplici come accavallare le gambe, salire le scale, alzarsi da una sedia. I muscoli sono doloranti.

 

Come si manifesta la malattia nella cute?

in un paziente su 4 affetto da DM si ha un cambiamento di colore della pelle a livello del viso, segnato da una tinta violacea alle palpebre superiori. Altra caratteristica sono alcune macchie e placche di colore rossastro alle nocche delle dita delle mani, più raramente alle ginocchia ed  ai gomiti, si vedono in una paziente su 3 ( i medici le chiamano papule di Gottron). Ancora non in tutti i pazienti affetti da DM ma solo a uno su 4 capita di manifestare un eritema al volto ed al collo, soprattutto dopo esposizione alla luce solare, simile a quello del Lupus. Possono essere presenti noduli duri sotto la pelle e, soprattutto nei bambini, depositi di calcio, sempre sotto la pelle. Questi depositi, come nella sclerodermia, possono ulcerarsi e far fuoriuscire del materiale biancastro, simile a pus, ma in realtà sterile. Anche il fenomeno di Raynaud può essere presente nella PM/DM.

 

Quali sono le altre manifestazioni della malattia?

La DM/PM può interessare le articolazioni con dolore e gonfiore, può interessare l'esofago, con difficoltà a deglutire il cibo ed i liquidi (il termine medico è disfagia dal greco dis=con difficoltà e fago=mangio).

A livello del polmone vi può essere un ispessimento dei tessuti, simile a quello della sclerodermia, con mancanza di respiro (il termine medico è dispnea, dis=con difficoltà, pneuma=respiro) e tosse. Il tessuto fibroso in aumento è visibile anche nella radiografia del torace con una aspetto caratteristico che viene detto a nido d'ape per la somiglianza con l'aspetto a reticolato che hanno le cellette del favo. L'interessamento del cuore si può manifestare con alterazioni del ritmo, visibili all'elettrocardiogramma. Più raro l'interessamento renale.

 

Come si diagnostica la malattia?

Esistono, lo abbiamo già ricordato, degli AUTOanticorpi indicativi della malattia, in più vi è la liberazione nel sangue di enzimi (sostanze che aiutano le reazioni chimiche) muscolari, fra tutti i l più importante, il CPK oppure di proteine che aiutano la respirazione del muscolo come la mioglobina. Vi è poi un esame che viene fatto dal neurologo e che si chiama elettromiografia, serve a riprodurre su carta il momento dello stimolo elettrico nervoso e della successiva contrazione muscolare, che appare molto alterata. Infine si procede ad una biopsia (letteralmente ‘guardo la vita’, cioè un tessuto vivente), cioè ad un prelievo di una piccola quantità di muscolo. Se l'analisi al microscopio mostra fibre muscolari alterate ed inframezzate da cellule infiammatorie provenienti dal sangue, questo contribuisce a precisare la diagnosi.

 

Quali altre caratteristiche ha la PM/DM?

La PM/DM può associarsi ad altre connettiviti, in rari casi( 5-8 % dei pazienti) si può associare ad un tumore maligno ed essere la manifestazione di esordio, soprattutto nei pazienti con Dermatomiosite, che può anticipare il tumore anche di 1 o 2 anni. L'associazione con un tumore maligno è inoltre più frequente nel sesso maschile, soprattutto carcinoma del polmone, nella donna invece si associa a tumore dell’ovaio e della mammella.

 

La PM/DM è una malattia grave?

La prognosi (previsione di andamento della malattia, dal greco pro=prima, gnosi=conoscenza) della malattia è migliorata decisamente soprattutto dopo l'introduzione in terapia del cortisone. E' importante che la diagnosi sia precoce e che venga instaurato subito un trattamento efficace per evitare alterazioni trofiche (trefo= nutro, il muscolo danneggiato va in atrofia) del muscolo e la conseguente perdita funzionale. La prognosi è migliore nella forma giovanile e peggiore nel paziente anziano, specie se associata a tumore

 

CONNETTIVITE MISTA

Di cosa si tratta esattamente?

La connettivite mista (CM) e' una connettivite sistemica caratterizzata da aspetti presenti anche in altre connettiviti quali il LES, la sclerosi sistemica e la PM/DM. E’ stata individuata per la prima volta nel 1972 per la presenza di un particolare AUTOanticorpo  anti nucleo che ne permette l’identificazione rispetto alle altre  connettiviti.

Colpisce soprattutto le donne, con un rapporto fino a 16 volte i maschi, in un’età che va generalmente fra i 20 ed i 40 anni.

 

Come si manifesta?

L’esordio è insidioso, con sintomi vaghi come stanchezza, malessere, febbre e dolori articolari. In genere è presente il f. di Raynaud, le mani possono essere gonfie, in genere il rene ed il sistema nervoso non sono colpiti, mentre vi può essere un interessamento importante delle articolazioni con positività del fattore reumatoide (FR), danni a carico del polmone, dei muscoli e del cuore. Potendo avere molti aspetti delle altre tre connettiviti, le manifestazioni sono variabili da caso a caso.

 

Come si arriva alla diagnosi?

Quando un paziente con una connettivite che presenti aspetti comuni alle tre malattie già ricordate, abbia nel sangue una particolare AUTOanticorpo, tipico della malattia e che ne permette la identificazione rispetto alle altre connettiviti.

 

La connettivite mista è l'unico caso di più connettiviti unite insieme?

No, la connettivite mista è una malattia che ha la sua identità, pur avendo somiglianze con le tre connettiviti già ricordate, esistono poi le cosiddette connettiviti in overlap (vedi più avanti).

 

Come si manifesta la CM?

Frequente è il fenomeno di Raynaud, e i dolori articolari alle piccole articolazioni di mani e piedi. L'interessamento muscolare si manifesta con semplici mialgie (=dolori muscolari), in un caso su 5 con una infiammazione (miosite) e danno muscolare. Il polmone può essere interessato da aumento del tessuto fibroso con rigidità nei movimenti respiratori e difficoltà all’ossigenazione del sangue. Vi può essere esofagite ( vedi SCLERODERMIA). Non è una malattia trasmessa ereditariamente. Colpisce più le donne, con un rapporto F:M 16:1

 

SINDROME DI SJØGREN

 

Sindrome deriva dal greco, sìn= assieme e dromo=corro, vale a dire una malattia che si caratterizza da più elementi che intervengono assieme.

 

Perché si chiama così?

Alle fine degli anni '40 del secolo scorso un oculista svedese, Henrik Sjögren, notava che alcuni pazienti con malattie articolari avevano gli occhi secchi per mancanza di lacrime.

 

In che cosa consiste?

 Oggi si sa che la s. di S. si caratterizza dalla presenza di AUTOanticorpi che danneggiano le ghiandole salivari, lacrimali  con conseguente secchezza alla bocca ed agli occhi. La secchezza può interessare anche la pelle, le mucose del naso, della gola, vi può essere secchezza vaginale ( con rapporti dolorosi), ridotta secrezione anche da parte di ghiandole interne come il pancreas e possibilità di danno ad organi interni quali polmone, fegato, rene e cervello. Nove pazienti su 10 sono donne.

Una caratteristica della malattia è di avere nel sangue la presenza del fattore reumatoide più di frequente che nell'artrite reumatoide stessa.

 

Perché la s. di Sjøgren viene compresa nelle Connettiviti?

Esistono due forme principali di questa sindrome:

la s. di Sjogren PRIMITIVA e quella SECONDARIA.

Nel primo caso si tratta di una malattia rappresentata soltanto dalla componente 'secca', con sintomi soprattutto oculari ( xeroftalmia : xeros=secco, oftalmòs=occhio) e buccali (xerostomia,  xeros=secco, stòma=bocca). Il paziente può andare incontro a congiuntiviti ripetute, arrossamento doloroso dell'occhio, che possono condurre a danno alla cornea. La bocca secca predispone alle malattie della gengiva, piorrea e carie.

La s. di S. SECONDARIA ha la componente 'secca' come la precedente, ma si associa sempre ad una connettivite, più spesso l'artrite reumatoide, ma anche il Lupus.

 

Come si fa a dimostrare la mancanza di lacrime?

Un test che si fa per determinare se l'occhio é secco consiste nell'appoggiare alla palpebra inferiore una strisciolina di carta assorbente e misurare quanti millimetri riescono a bagnarsi in 5 minuti(test di Schirmer).

 

Come si procede per diagnosticare la s. di Sjøgren?

Nel sangue sono presenti gli AUTOanticorpi tipici di questa malattia, che aiutano la diagnosi. In casi dubbi o di conferma è necessario procedere ad una biopsia di una ghiandola salivare ed in tal caso si sceglie di prelevare una delle numerose ghiandoline presenti all'interno del labbro inferiore, grandi solo pochi millimetri. L'esame al microscopio permette di individuare se la ghiandola sia ricca di cellule infiammatorie ( linfociti) migrate dal sangue, aspetto caratteristico della malattia.

Qualche volta l'infiammazione delle paroitidi, le due grosse ghiandole salivari poste ai lati del viso, dietro la mandibola, produce un gonfiore che altera in modo evidente la fisionomia della persona ( come nella parotite epidemica).

 

CONNETTIVITI OVERLAP  e CONNETTIVITI INDIFFERENZIATE

 

Cosa significa connettivite overlap?

Overlap è una parola inglese che significa ‘sovrapposto’. Per connettivite overlap intende un quadro misto. Esiste infatti la possibilità che due connettiviti siano contemporaneamente presenti, ad esempio lupus ed artrite reumatoide ( qualcuno ha coniato il termine Rupus), fra artrite reumatoide e s. di Sjøgren, fra sclerodermia e polimiosite oppure lupus eccetera. In questi casi si parla di connettiviti overlap e non di connettivite mista. La connettivite mista invece è una vera e propria connettivite a parte, con un anticorpo caratteristico che la contraddistingue dalle altre.

 

Cosa si intende per Connettivite indifferenziata?

Un quarto dei pazienti con connettivite autoimmune non ha una diagnosi di certezza e si parla allora di connettivite indifferenziata. Si tratta di situazioni in cui è chiaramente presenta una malattia autoimmune con anticorpi anti nucleo, ma non esistono tutti gli elementi per poter classificare il paziente come affetto da una certa connettivite piuttosto che da un'altra.

Esiste infine il caso di pazienti che hanno la presenza di anticorpi anti nucleo nel sangue ma non hanno alcun sintomo: si tratta di situazioni passeggere ( dopo qualche mese essi scompaiono) oppure di pazienti che potranno sviluppare in futuro una connettivite. Ricerche recenti hanno mostrato infatti che gli AUTOanticorpi, come gli anticorpi anti nucleo, il fattore reumatoide e gli anticorpi anti citrullina, possono comparire nel sangue mesi e anche anni prima che si manifesti la connettivite.