Conoscere la fibromialgia
Dicembre 2007
Dott. Gianniantonio Cassisi
Definizione ed epidemiologia
La sindrome fibromialgica è una forma comune di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento
che colpisce approssimativamente 1.5 - 2 milioni di Italiani. Le stime sulla
diffusione nel territorio non sono sempre coerenti e bisogna far riferimento a
studi epidemiologici non sempre recenti: la malattia colpisce in una
percentuale tra il 2 e il 4% della popolazione, ma è possibile che in Italia la
prevalenza sia di poco inferiore. Questo vuol dire che in Veneto potremmo attendere
circa 90.000 malati. Il termine fibromialgia
significa dolore ai muscoli e ad alcune strutture di tessuto connettivo quali i
legamenti e i tendini.
Le cause e le caratteristiche cliniche
Questa
condizione viene definita "sindrome" poiché
esistono segni e sintomi clinici che possono essere contemporaneamente presenti
e che spesso confondono poiché alcuni possono essere riscontrati anche in altre
condizioni cliniche.
Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite o artrosi, non è una malattia caratterizzata da
infiammazione e non causa deformità delle strutture articolari. La fibromialgia è in effetti una
forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti
molli.
La diagnosi
dipende principalmente dalla storia e dai sintomi che il paziente riferisce.
Non esistono esami di laboratorio utili, ma è indispensabile la conoscenza da
parte del medico esaminatore dei punti dolorosi elettivi per una fibromialgia. Studi internazionali hanno stabilito le linee
guida per la diagnosi, valorizzando sintomi come il dolore muscoloscheletrico
diffuso e la presenza di specifiche aree dolenti alla digitopressione (punti tender) non presenti
nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche
dolorose. Molti altri possono essere i sintomi presenti, tra cui i più
frequenti sono stanchezza, disturbi del sonno, facilità all’affaticamento,
perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, disturbi della sfera
affettiva (ansia e/o depressione), rigidità mattutina, sensazione di impaccio, alternanza di stipsi e diarrea, formicolii e
sensazioni cutanee anormali.
La causa di
questa sindrome al momento rimane ignota. Molti differenti fattori possono
scatenarla; eventi stressanti (una malattia, un lutto familiare), un trauma
fisico o psichico possono portare improvvisamente o progressivamente a dolore
generalizzato, affaticamento e alterazioni del sonno tipiche. È però
improbabile che la sindrome fibromialgica sia
provocata da una singola causa; infatti molti pazienti
non sono in grado di identificare alcun singolo evento che abbia determinato
l’insorgenza dei sintomi.
Essa sembra dipendere da una ridotta soglia di tolleranza al
dolore dovuta ad un “mal funzionamento” del “sistema di controllo“ deputato a
differenziare sollecitazioni dolorose da quelle non dolorose.
Spesso i pazienti
si sottopongono a molti esami e vengono visitati da
molti specialisti alla ricerca di una risposta sulla causa della loro malattia.
Questo porta a paura e frustrazione, aumentando la percezione del dolore. Spesso
viene loro detto che non hanno una reale malattia. I
familiari, gli amici e il medico di famiglia possono dubitare dell’esistenza di tali disturbi, aumentando l’isolamento, i sensi di colpa
e la rabbia del paziente.
Il malato, la sua famiglia e i medici devono sapere che nella fibromialgia il dolore cronico e la stanchezza sono reali anche
se, fortunatamente, non si tratta di una malattia mortale o causante deformità.
La condizione clinica generale raramente peggiora col
trascorrere del tempo. Spesso il solo fatto di sapere che la fibromialgia non è una malattia progressiva e invalidante
permette ai pazienti di non continuare a sottoporsi ad esami costosi e inutili
e a sviluppare una attitudine positiva nei confronti
della malattia. L’educazione
e la conoscenza giocano un ruolo importante nella strategia terapeutica. Più il
paziente è informato, più cerca di adattarsi alla malattia
stessa, migliore è la prognosi.
La terapia
Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia,
in mano ad un medico esperto, sono diverse. Necessario il trattamento con farmaci
che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno, nonché la componente ansiosa o depressiva che spesso
accompagna il dolore cronico; sono particolarmente utili programmi di
ginnastica leggera e di esercizi di
stiramento (stretching)
muscolare, tecniche di rilassamento ed altre metodiche che riducono la tensione
muscolare; interessante quanto indispensabile una “terapia del comportamento”
con programmi di recupero di adeguate abitudini di vita e di educazione alla
comprensione della fibromialgia per imparare a
conviverci.
Il medico di
famiglia o lo specialista possono aiutare il paziente
organizzando un piano terapeutico individuale ed elaborato sulle necessità del
singolo paziente a seconda della severità di malattia.
Uno sguardo verso il futuro
Purtroppo la
malattia a tutt’oggi in Italia non è riconoscitua
ed i malati restano malati “senza nome”; non esistono farmaci con indicazione
specifica per fibromialgia, non esistono esenzioni né
riconoscimenti di invalidità (fanno eccezione recenti normative del
Trentino-Alto Adige e della Toscana, comunque non completamente esaustive). In
questi ultimi anni la comunità medica scientifica nazionale ha raggiunto un
maggior grado di consapevolezza sul problema ed è probabile che in tempi
ragionevoli il malato possa trovare più comprensione e, soprattutto, un
sostegno, psicologico e terapeutico, indispensabile per permettergli di
guardare alla sua malattia con meno sconforto e più speranza.
In questo senso
ogni sforzo di associazioni e specialisti esperti
dell’argomento dovrà essere sostenuto nel comune intento di “dare un nome alla malattia, ma soprattutto
di riconoscere il malato nelle sue sofferenze”.
Cosa può fare il malato?
Accettare il problema e accettare se stesso
Lasciare spazio all’ottimismo
Riconoscere senza drammi i propri nuovi limiti
Vincere i propri atteggiamenti nei confronti del dolore
Individuare e correggere i propri atteggiamenti perfezionistici,
compulsivi, ossessivi, fobici
Limitare la tendenza a ritmi di vita esasperati
Accogliere i miglioramenti come “iniezione” di fiducia
Accettare i trattamenti proposti nel loro complesso
Il principio delle 4S (simple,
serene, slow, supportive)
Stabilisci un ambiente
salutare!
Semplice
Sereno
Calmo
Di supporto
Cosa può fare il malato?
MASSIMIZZARE
Le proprie risorse di cura
MINIMIZZARE
Stress
Dolore
Sovraccarico
Situazioni ambientali
avverse
Porta a casa un messaggio!
Rieducati!
Introduci momenti di riposo, svago e relax nella giornata
Riconosci i segnali di allarme
Esegui ogni giorno un bagno o una doccia calda
Evita situazioni ambientali aggravanti
Migliora te stesso!
Accéttati malgrado i tuoi
limiti
Doma il tuo perfezionismo
Impara a dire “No!”
Spendi del tuo tempo per cose che ti divertono
Fai rendere il tuo sonno al meglio
Fai della semplice ginnastica quotidiana