Nel 1987 in California un uomo di nome Cleve Jones ebbe un’idea originale per diffondere tra la gente un male che, già allora, contava milioni di vittime in tutto il mondo: l’AIDS. Jones, infatti, ogni giorno ascoltava storie di persone che avevano perso parenti ed amici a causa della malattia e restava colpito negativamente dall’ignoranza di tante persone nei confronti di questo male.
La coperta dei nomi: l’idea di Jones e il successo planetario
Così, Jones per ricordare quei morti e per far capire alle persone di che cosa è capace l’Aids, decise di formare una piccola associazione attraverso la quale mettere insieme le storie delle persone morte di aids. Jones, tuttavia, non voleva semplicemente ricordare ma anche proiettare queste storie nel futuro attraverso un’immagine che fosse quanto più possibile diversa rispetto a quella della morte e del dolore che questo male oscuro porta dietro di se. Il progetto, a poco a poco, cominciò a prendere vita e quella curiosa idea di Jones divenne una coloratissima coperta, cucita con tante toppe quante erano le storie dei malati di aids che volevano partecipare al nuovo progetto per dare la propria testimonianza. Con il passare del tempo, questo progetto ha preso vita e si è diffuso in molte città americane (New York, San Francisco e Los Angeles). Da queste città, ogni anno, centinaia di persone spediscono la propria toppa colorata per ricordare i propri cari malati di aids.
Le toppe della coperta
La prima uscita pubblica della coperta ci fu nel 1987, anno in cui si decise di esporla davanti la casa Bianca. Da allora, la coperta viene esposta tutti gli anni per sensibilizzare le persone nei confronti di questa malattia, per invitare tutti alla cautela, alla prevenzione e alla cura di questo male che ogni anno fa migliaia di vittime in tutto il mondo. Dalla prima esposizione della coperta ad oggi le toppe cucite si sono moltiplicate. Nell’87, infatti, le toppe erano poco più di mille; oggi, invece, sono poco meno di cinquantamila. Questo progetto, da qualche anno, è arrivato anche in Italia, precisamente a Milano dove ogni anno si organizza un evento intitolato, appunto, la coperta dei nomi.
Foto: Knut W. – Fotolia
